La notte era stata lunga e difficile, ma Jacques e Marie erano riusciti a sfuggire ai loro inseguitori. All’alba, decisero di tornare a Parigi, determinati a proteggere ciò che avevano scoperto e a ricostruire il loro futuro. Mentre camminavano stanchi ma sollevati lungo le strade semi deserte, sentirono un miagolio.
Marie si fermò e guardò verso un vicolo, dove vide un piccolo gatto tigrato con un collare rosso. Il gatto li fissava con occhi curiosi e malinconici. “Jacques, guarda! Un gattino,” esclamò Marie, avvicinandosi all’animale.
Il gatto non sembrava spaventato; al contrario, si avvicinò a Marie, strofinando il muso contro la sua gamba. “Sembra che abbiamo fatto un nuovo amico,” disse Jacques con un sorriso stanco.
Marie accarezzò dolcemente il gatto. “Ha un collare con un nome: Mob. Chissà a chi appartiene?”
Decisero di portare Mob con loro, almeno temporaneamente, finché non avessero trovato il suo proprietario. Il piccolo felino sembrava felice di seguirli e saltò agilmente tra le braccia di Jacques. Mentre tornavano verso il ristorante, il gatto sembrava portare un senso di pace e conforto.
Quando raggiunsero “La Belle Époque”, Louis li stava aspettando. Era visibilmente sollevato nel vederli sani e salvi. “Avete trovato qualcosa?” chiese, notando il gatto tra le braccia di Jacques.
“Sì, abbiamo trovato il baule con l’eredità della mia famiglia. Ma siamo stati seguiti da uomini armati,” rispose Jacques, spiegando gli eventi della notte precedente.
Louis annuì, preoccupato. “Dobbiamo stare attenti. Potrebbero tornare. Ma per ora, mettiamo al sicuro ciò che avete trovato.”
Il ristorante era ancora chiuso, quindi decisero di nascondere il baule in una stanza segreta nel seminterrato. Mob li seguiva ovunque, esplorando ogni angolo con curiosità.
Marie si inginocchiò accanto al gatto e lo accarezzò. “Mob sembra sapere cosa fare. Forse è un segno che tutto andrà bene.”
Jacques sorrise, trovando conforto nelle parole di Marie. “Sì, forse hai ragione.”
Louis si avvicinò con una mappa antica che aveva trovato tra i documenti del baule. “C’è ancora molto da scoprire. Questa mappa potrebbe portarci a ulteriori segreti nascosti.”
Mentre studiavano la mappa e pianificavano le prossime mosse, Mob si accoccolò vicino a loro, come se volesse essere parte della squadra. La presenza del gatto sembrava infondere una nuova energia nel gruppo, e Jacques sentiva di avere un nuovo alleato, piccolo ma significativo.
Decisero di prendere qualche giorno per riposare e riorganizzarsi. Jacques e Marie usarono quel tempo per rinforzare la sicurezza del ristorante e per cercare il proprietario di Mob, ma senza successo. Il gatto sembrava essere senza casa e, alla fine, decisero di tenerlo con loro.
Una sera, mentre Jacques e Marie osservavano il tramonto dalla finestra del ristorante, Mob saltò sulle ginocchia di Jacques, facendo le fusa. “Sembra che Mob abbia trovato la sua casa,” disse Jacques, accarezzando il gatto.
Marie sorrise e si appoggiò a Jacques. “E noi abbiamo trovato un nuovo membro della nostra famiglia.”
Con il sostegno di Louis e la compagnia di Mob, Jacques e Marie erano pronti a affrontare qualsiasi sfida. La scoperta dell’eredità e la presenza del gatto avevano portato una nuova speranza e forza nella loro vita. Mentre la notte avvolgeva Parigi, Jacques guardò Marie negli occhi e sentì che, insieme, avrebbero superato tutto. Il futuro poteva essere incerto, ma con amore, determinazione e l’aiuto di un piccolo gatto tigrato chiamato Mob, sapevano di poter affrontare qualsiasi cosa.
Lascia un commento